Marilina Succo (1994) è un’ artista italiana di origine torinese, trasferitasi a Roma subito dopo gli studi. È diplomata in architettura e arredamento. Laureata in Arte Drammatica, attualmente svolge la professione di attrice in ambito teatrale e cinematografico.

Marilina Succo (1994) is an Italian artist originally from Turin, who moved to Rome immediately after her studies. She holds a degree in architecture and interior design. With a degree in Dramatic Arts, she currently works as an actress in theatre and film.

Opera – Artwork

Interfaces

Ѐ un’umanità bizzarra, inquietante e onirica a comporre l’enigmatica galleria di ritratti di Marilina Succo. Gli illustri personaggi inesistenti, immortalati in ogni opera, sono frutto non solo dell’immaginazione dell’artista ma anche di un meticoloso lavoro di pittura digitale, dove la tela è sostituita dal tablet e il pennello simulato da un software. Le arcane presenze, parte di una cospicua serie costantemente in progress, si manifestano come apparizioni lisergiche, affiorate dall’inconscio in modo soprannaturale attraverso un inarrestabile flusso di coscienza pittorico. L’opera d’arte diventa così una metaforica interfaccia tramite cui si materializzano ectoplasmi e grovigli interiori, mentre il dispositivo tecnologico è l’interfaccia concreta che consente di attualizzare anche la tecnica pittorica più tradizionale. Ma le interfaces sono i volti stessi, che mixano e rievocano sensazioni o emozioni sopite, per dare sfogo—e corpo—a quella corrente subliminale da cui siamo tutti universalmente attraversati.

A bizarre, disturbing, and dreamlike humanity composes Marilina Succo’s enigmatic portrait gallery. The illustrious, nonexistent characters immortalised in each work are the product not only of the artist’s imagination but also of meticulous digital painting, where the canvas is replaced by a tablet and the brush is simulated by software. The arcane presences, part of a large, constantly evolving series, manifest as lysergic apparitions, supernaturally emerging from the unconscious through an unstoppable pictorial stream of consciousness. The artwork thus becomes a metaphorical interface through which ectoplasms and internal entanglements materialise, while the technological device is the concrete interface that allows even the most traditional painting technique to be updated. But the interfaces are the faces themselves, which mix and evoke dormant sensations or emotions, to give vent ̶ and body ̶ to that subliminal current that universally passes through us all.