Maix Mayer

Maix Mayer è un artista concettuale e mediatico di Lipsia (Germania) che ha vissuto nella Germania orientale “socialista” fino al 1989. Questo periodo è stato caratterizzato dal degrado delle città della Germania dell’Est e ha portato l’artista a sviluppare un interesse duraturo per il tema della trasformazione urbana. Dopo essersi laureato in biologia marina e in arti visive, ha conseguito un dottorato sul rapporto tra media e urbanistica. Il suo metodo consiste nel ridurre questioni complesse per generare una nuova complessità poetica intermediale. Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, tra cui il Museum of Contemporary Art di Sydney, il Geementemuseum di Den Haag, il Museu Brasileiro da Escultura di San Paolo, la Nationalgalerie di Stettino, il Museum Angewandte Kunst di Vienna, ecc.

Maix Mayer is a conceptual and media artist from Leipzig who lived in “socialist” East Germany until 1989. This period was characterised by the decay of Eastern German cities and led the artist to develop a lasting interest towards the theme of urban transformation. After having graduated in in marine biology and visual arts, he earned a doctorate on the relationship between media and urbanism. His method consists in redefining complex issues to generate a new intermediate poetic complexity. His works have been exhibited worldwide, including at the Museum of Contemporary Art in Sydney, the Geementemuseum in The Hague, the Museu Brasileiro da Escultura in São Paulo, the Nationalgalerie in Szczecin, and the Museum Angewandte Kunst in Vienna.

Opera – Artwork

L’allucinazione
L’allucinazione di Maix Mayer (Appunti su Non si sogna più, si viene sognati) consiste in una serie di doppie composizioni multimediali. Questi evocano diversi legami tra immagine e segno o oggetto e suono, che presentano caratteristiche della poesia visiva e concreta. In questo modo, come in uno specchio concavo del nostro tempo, i contesti narrativi vengono dissolti e nascono nuove narrazioni instabili.

The Allucination
The Allucination by Maix Mayer (Notes on ‘One no longer dreams, one is dreamed of’) consists in a series of double, multimedia compositions. These evoke various links between imagines and signs, or objects and sound, that represent characteristics of visual and concrete poetry. This way, like in a concave mirror of our time, narrative contexts are dissolved and new, unstable narrations are born.

A cura di Tanja Lelgemann